Sono passati 40 anni dal disastro di Chernobyl, era il 26 aprile 1986.
Ma non fu l’unico.
Sabato 26 aprile 1986 nell’incidente della centrale nucleare di Chernobyl, che ci portò ad un passo dal baratro, fu rilasciata una grande quantità di elementi radioattivi “come lo Stronzio-90 e gli isotopi del Cesio, il 134 e il 137. Sotto il profilo sanitario, nel corso degli anni, oltre all’abbassamento delle difese immunitarie e all’aumento di numerose patologie legate a una dieta fortemente contaminata da radionuclidi, si è palesato un fortissimo incremento di casi di tumore alla tiroide che ha colpito soprattutto i più piccoli a causa dello iodio radioattivo fuoriuscito dalla centrale nella prima fase del disastro”(1)
Centrale nucleare Three Mile Island Contea di Dauphin, in Pennsylvania, USA.
“L’incidente avvenne esattamente alle ore 4:00 di mercoledì 28 marzo 1979, quando il reattore era ad un regime di potenza del 97%. il circuito di raffreddamento primario si vuotò parzialmente e il calore residuo del nocciolo del reattore non poté essere smaltito. A causa di ciò il nocciolo radioattivo subì gravi danni. Gli operatori non poterono diagnosticare correttamente cosa avveniva e reagire in maniera adeguata. La strumentazione carente della sala controllo e l’addestramento inadeguato risultarono essere le cause principali dell’incidente.”(2)
Palomares, Spagna.
Quando si parla di incidenti nucleari non bisogna parlare solo delle centrali ma anche soprattutto del trasporto di ordigni nucleari come l’incidente di Palomares, Spagna, “avvenuto il 17 gennaio del 1966. Due aerei dell’aeronautica USA un B52 bombardiere strategico e un aereo cisterna KC-135 (caricata con 110 000 litri di combustibile) che entrarono in collisione 10 000 metri sopra la costa mediterranea, nel cielo della piccola località andalusa. Il B-52, impegnato in un pattugliamento nell’ambito dell’Operazione Chrome Dome, tornava dalla frontiera turco-sovietica diretto alla Base Aerea di Seymour Johnson a Goldsboro, mentre il KC-135 proveniva dalla base aerea di Morón. La manovra era di routine: i B-52 si rifornivano di combustibile all’andata nella base aerea di Saragozza e al ritorno in quella di Morón. Il bombardiere trasportava quattro bombe termonucleari Mark 28 (modello B28RI) da 1,5 megatoni ognuna, lunghe 1,5 metri e larghe 0,5 metri, del peso di 800 kg. Due di queste rimasero intatte: una cadde a terra vicino allo sbocco del fiume Almanzora e l’altra in mare.”(3)
Non si deve dimenticare anche l’incidente nucleare di Fukushima Dai-ichi (Fukushima Dai-ichi genshiryoku hatsudensho jiko) “un grave incidente nucleare verificatosi presso la centrale omonima, situata nei comuni di Ōkuma e Futaba, nella prefettura di Fukushima, lungo la costa orientale del Giappone. Insieme al disastro di Chernobyl del 26 aprile 1986, rappresenta l’unico incidente classificato al livello 7 della scala INES, il grado massimo di gravità previsto per eventi nucleari. L’evento fu innescato dal terremoto e maremoto del Tōhoku dell’11 marzo 2011, di magnitudo 9.0”(4)
Nel contesto attuale dove, per le guerre in Ucraina e in Iran, siamo in piena crisi energetica e quindi si ritorna a parlare di energia nucleare il tema torna ad essere attuale.
Ritengo necessario, però, parlare di un sistema economico che non può basarsi solo sul profitto, di un sistema economico che non saccheggi il pianeta e, soprattutto, continuare a parlare di sicurezza per la vita di tutti noi e di un pianeta che è in grave crisi (menziono solo il cambiamento climatico e l’effetto serra).
Un sistema economico che, di fatto, viene governato e deciso dalla finanza, dal profitto di pochi rispetto a miliardi di persone, spesso in condizioni di assoluta povertà, con tassi di mortalità altissimi, specialmente tra i bambini, che crea continue guerre e crisi per l’approvvigionamento di energia, vedi il Venezuela e l’Iran esempi recentissimi ed in corso. E’ indubbio che così non si può continuare, al di là del chiacchiericcio che leggiamo su quotidiani e vari social e subiamo in tv. La gestione dell’economia, la creazione di un piano industriale, devono essere determinate dai governi, devono essere sottratte alla grande finanza e il profitto deve redistribuito fra tutti. Questo processo di ri-pubblicizzazione non può essere governato dal cosi detto occidente, ormai in decadenza, ma deve coinvolgere tutti i 193 stati membri dell’ONU. L’egoismo di pochi non può né deve essere la condanna per tutti.
Ritengo necessario ricordare questi eventi a 40 anni da Chernobyl per parlare e pensare e progettare un futuro per tutta l’umanità perché in caso di incidenti nessun popolo si può ritenere salvo. Il pianeta terra è grande ma in questi casi diventa piccolo.
Crediti immagine: fonte Wikimedia Commons, licenza CCA Share Alike 2.0 Generic, autore Adam Jones from Kelowna, BC, Canada. Reattore n. 4 della Centrale nucleare di Cernobyl
1 https://www.rainews.it/articoli/2026/04/giornata-in-ricordo-del-disastro-di-chernobyl-40-anni-fa-il-piu-grave-incidente-atomico-della-storia-be63662e-79c8-4a84-8c3d-84183e75058c.html
2 https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Three_Mile_Island
3 https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Palomares
4 https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_nucleare_di_Fukushima_Dai-ichi