In relazione a quanto condiviso nell’evento promosso il 12 marzo dalla Confederazione delle Sinistre Italiane e al Documento di Sintesi scaturito da quell’incontro, siamo rimasti stupiti che nell’assemblea indetta dal Partito della Rifondazione Comunista non sia emerso alcun riferimento a quel progetto né a quella visione che avrebbe voluto veder partire dal “basso” il nostro percorso. Abbiamo quindi ritenuto opportuno inviare al Partito della Rifondazione Comunista e a tutte le altre componenti che hanno partecipato una nostra nota in argomento:

Alle compagne e ai compagni del

Partito della Rifondazione Comunista

Segretario Compagno Maurizio Acerbo

Segretario Federazione Romana Vito Meloni

ed alle compagne e ai compagni che hanno partecipato alla iniziativa della Confederazione delle Sinistre Italiane del 12 marzo 2021

Partito Comunista Italiano

Potere al Popolo

Partito dei CARC

Sinistra Anticapitalista

Risorgimento Socialista

alla Senatrice Elena Fattori

alla Senatrice Paola Nugnes

Il percorso dell’unità della sinistra sarà lungo e difficile soprattutto perché non si riesce a coinvolgere il “BASSO”, ovvero una platea immensa di persone che non si sentono non solo rappresentate ma che non si riconoscono in nessuna forza politica della sinistra, questo è confermato dai numeri e dalla totale assenza in parlamento.

Il 12 marzo, con molte difficoltà, i compagni del CSI hanno organizzato una prima assemblea alla quale abbiamo partecipato attivamente e in cui hanno preso la parola tutti i dirigenti delle principali forze organizzate della sinistra e tutti questi dirigenti hanno espresso interesse per una iniziativa partita da noi militanti e la volontà di intraprendere un percorso di coordinamento dal “BASSO”.

Ora, la questione che si pone e che poniamo è come coinvolgere attivamente ma anche in termini di analisi e di progettualità il “BASSO”.

Per questo ci stupisce constatare che nell’appello inviato via e-mail del compagno Meloni (Segretario della Federazione Romana di PRC) e nell’iniziativa di domenica scorsa del PRC (Praticare l’opposizione, costruire l’alternativa) manchi completamente il “BASSO” che dovrebbe essere, in questo contesto, classe dirigente.

Il 12 marzo si è affermato “se non ora quando” ovvero l’unità della sinistra ma soprattutto un suo progetto complessivo di cambiamento della società non può più aspettare.

Siamo convinti che l’iniziativa del 12 marzo deve essere un punto di partenza e coinvolgere sempre tutte le istanze che ritengono necessario ricostruire la sinistra e dare soprattutto un significato certo a questo termine, per anni abusato e distorto in ogni modo possibile.

Ben vengano iniziative diffuse, anche di partito, ma che d’ora in avanti siano aperte non solo ad intellettuali, per quanto illustri, di area ma anche a noi militanti, siano unitarie e unificanti, si scelgano quattro, sei o dieci punti di programma e di lotta, si difenda la Costituzione, già ampiamente rimaneggiata nella sua componente “materiale”, si crei un coordinamento provvisorio di cui facciano parte sia dirigenti dei partiti, sia semplici militanti, perché è proprio vero: se non ora quando?

Passare dalla teoria alla pratica per poter ricostruire una sinistra che sia una vera alternativa a questo sistema.

Care compagne, cari compagni buon lavoro

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