La produzione capitalistica sviluppa la tecnica e la combinazione del processo di produzione sociale solo minando al contempo le fonti da cui sgorga ogni ricchezza: la terra e il lavoratore.
(K. Marx, Opere complete vol. 31. Il capitale. Libro primo, La città del Sole, Napoli 2011, p. 551)


È possibile riformare o “civilizzare” il sistema capitalistico? Una volta ammesso che la contraddizione ecologica si nasconde al cuore del nostro sistema economico non si tratta più soltanto di riconoscere l’incompatibilità di certi processi produttivi o tecnologie con la conservazione di un ecosistema prospero ed abitabile ma piuttosto di ribadire come sia la stessa logica immanente al nostro “modo di produzione” a implicare un impiego irrazionale delle forze produttive e la conseguente destabilizzazione di equilibri ecologici che hanno pesanti (ma differenziate) ricadute sulle società umane. Render conto del carattere strutturale della crisi ambientale e climatica,  nonché della sua connessione con la crisi del lavoro e della democrazia, è una premessa essenziale per pensare concretamente una transizione ecologica che non voglia essere soltanto un programma di green-washing che dissimuli o semplicemente procrastini l’esplosione delle contraddizioni storico-sociali a cui stiamo assistendo. Lo sviluppo di questo punto è un ingrediente essenziale del libro di Gentili nonché della bella conversazione avuta con lui a partire da esso, di cui qui presentiamo la terza puntata.


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