L’uscita del presidente del consiglio sull’esenzione del bollo auto è decisamente mediocre. Vorrei evidenziare che quell’uscita non è uno slogan gridato ma costruito a tavolino preparato non improvvisato ma decisamente triste. Bella Ciao è una canzone che viene cantata in tutto il mondo per chi lotta per la libertà e trasformarla in questo modo definisce chi l’ha cantata, o meglio gridata come se si dovessero convincere da soli, e chi l’ha “costruita” a tavolino sono soggetti pieni di tristezza una destra che non riesce neanche a far sorridere, decisamente deprimente. Questa operazione vuole nascondere quello che poi è veramente, nascondere l’inutilità di un provvedimento inutile, esclusivamente elettorale, se poi i carburanti stanno oltre € 2.30 e tendenzialmente a salire e certamente non a scendere, almeno finché ci saranno queste politiche neoliberiste tra l’altro fallimentari. Una domanda, quanto potrà costare nel 2027 un litro di diesel e di benzina? Perché già ad oggi il prezzo è alto e continua a salire pesando fortemente nell’economia di chi è obbligato a prendere i mezzi privati, stessa domanda per il 2028 di quanto costeranno i carburanti e non solo. Non si sta parlando di uno spazio temporale di qualche decennio ma di qualche mese quindi é legittimo porre queste domande considerando che l’esenzione del bollo avrà un costo e chi dovrà pagare sono sempre gli stessi ovvero i lavoratori, con gli stipendi più bassi d’Europa, pensionati che non permettono neanche di curarsi considerando che i ticket sanitari sono già aumentati e i disoccupati alle prese con un mercato del lavoro asfittico che rasenta lo schiavismo e una permanente precarietà.
E’ bene sottolineare che da quest’estate c’è una novità la “spesa a rate” con tanto di pubblicità dopo l’auto a rate e prestiti quando vengono concessi dalla banca.
Una vita perennemente in debito questo è il futuro promesso dalla destra
Crediti immagine: illustrazione creata con Intelligenza artificiale
Ho provato un grande fastidio nell’ascoltare il discorso della, speriamo per poco, Presidente del consiglio.
Fastidio per la postura, il tono sempre e costantemente urlato (come le è tipico anche in sedi istituzionali e che mi ricorda sempre il vecchio poeta Vinícius de Moraes che scriveva “Parli forte e pensi piano, Pappagallo brasiliano”), fastidio per la calata romanesca (non romana) che abbiamo in comune ma che in lei viene insistita e ricercata a rimarcare il suo essere “donna del popolo” (pretesa ridicola per chi a 28 anni è divenuta ministro della Repubblica senza mai uscire dai palazzi del potere). Il fastidio che si è trasformato in orrore quando ha irriso le opposizioni rivolgendosi alla Segretaria del PD: “pensavamo di cantare insieme Bollo ciao, bollo ciao, invece…”
Quel sarcasmo malriposto non irrideva solo chi Bella ciao l’ha usata di recente (dalle donne delle YPG, a quelle del movimento Donna, vita e libertà, agli antifascisti di tutto il mondo) non irrideva solo i Partigiani, al cui sacrificio dobbiamo il fatto che noi, al contrario delle altre nazioni dell’Asse, abbiamo scritto da soli la nostra Costituzione. A ben vedere, irrideva anche i caduti della sua parte buttando in macchietta da avanspettacolo quella tragedia che è stata la seconda guerra mondiale. Tragedia di cui la sua parte di ascendenti politici porta interamente la responsabilità (non dimentichiamolo mai), irrideva anche quelli che, sia pure tradendo il giuramento nei confronti della nazione si schieravano con i nazisti, morivano non all’Ambra Jovinelli ma in una guerra. No Meloni, la guerra e la resistenza non si sottomettono al sarcasmo (che per essere ironici ci vuole un certo spirito di finezza che le è estraneo, volutamente spero per lei), e noi Bella ciao continuiamo a cantarla. Per il resto non posso che concordare con l’articolo, sotto un sipario troppo piccolo, l’abolizione del bollo, tentano di nascondere molti anni di protagonismo o acquiescenza a politiche che stanno portando le classi subalterne in un baratro economico, ambientale e bellico.
Per citare un grande comunista: “Voi fascisti porterete l’Italia alla rovina, toccherà a noi comunisti ricostruirla!”